Mi presento

Mi chiamo Stefano Cecere e Ricerco e Sviluppo nell’intersezione tra il Game design, l’EdTech, l’Intelligenza Artificiale e la XR applicate allo sviluppo personale e sociale, open source, innovativo.
In questo periodo mi interesso di:

  • Giochi, Tecnologia e Filosofia
  • Playful e Game Based Learning, Games 4 Change, EdTech
  • Media Education, Creatività Diffusa e Genitorialità
  • AI + XR + Information Technology
  • Futuro 2042, Intelligenza Collettiva e Sviluppo Sostenibile
  • Trascendenza, Spazio e Nazione Umana Universale

Studio le nuove tecnologie dal 1994, con diversi master specialistici e sono attivista per un Nuovo Umanesimo dal 1996. Attualmente laureando in Scienze dell’Educazione e Filosofia della Scienza. Sono nato a Monza nel 1973, vivo a Firenze dal 2008 con due figli.

Regola aurea

“Tratta gli altri come vorresti essere trattato”.
Questa la mia massima regola e aspirazione personale e politica.

Tecnologia e progresso

Sono cresciuto cavalcando la rivoluzione digitale ma con un principio inossidabile:
la tecnologia è uno strumento che deve servire l’essere umano, non il contrario.
E non ci sarà progresso umano se non sarà di tutti e per tutti.

Multidiscipline umaniste

Ho avuto la fortuna di poter esplorare il mondo e i grandi maestri della letteratura, della filosofia, della psicologia, della scienza, dell’arte, in un percorso multidisciplinare che gira intorno a quello che potremmo definire un Nuovo Umanesimo Universalista integrato allo sviluppo tecnologico. Oggi con i libri di Harari si può parlare di queste cose in tutto il mondo.

Esperienza e globe trotter

Mi ha sempre dato fastidio il concetto di FEDE, sopratutto se insegnata da uomini incoerenti. Ho sempre preferito l’ESPERIENZA diretta e poi fidarmi di persone in cui riponevo massima stima e fiducia.
Credo che non sarei quello che sono se non avessi girato il mondo con lo zaino in spalla e conosciuto migliaia di esseri umani, dal milionario sui terrazzi di Roma al fachiro in India, dall’operaio disoccupato allo scienziato del CERN.

Formazione

La nascita del mio primo figlio è stato un cambio di tappa importante: la formazione delle nuove generazioni necessita molta cura e un ambiente sociale e culturale che non può essere determinato dalla fortuna di nascere in un determinato luogo e momento. Se poi si comprende il principio che per stare bene noi devono necessariamente stare bene anche gli altri, l’attenzione alla buona formazione dei nostri figli deve andare insieme a quella di tutti i bambini del mondo.
Sto studiando Scienze della Formazione.

Intelligenza collettiva

Partecipando alle primissime comunità informatiche intorno ai progetti Open Source iniziai a fare della condivisione della conoscenza, la ricerca di tecniche di preservazione e dell’accesso universale una missione vitale. Oggi bisogna dare alle analisi e uso dei Big Data una direzione a servizio dell’umanità.

Scienza della comunicazione

Siamo tutti diversi, per gusti e formazione, ma anche uguali in quanto esseri umani con gli stessi apparati psicologici e fisici.
Un mio cruccio è sempre stato: la forma con cui si plasma un contenuto influisce sulla sua possibilità di essere compreso? Si può comunicare con parole semplici dei concetti complicati? E’ opportuno modulare un messaggio a seconda dell’ascoltatore, oppure si può sognare una forma universale?
Ho sposato Il Manifesto della comunicazione non ostile.

Sistemi complessi e soluzioni win win

Semplificare il sistema umano con dei grafici del PIL è davvero un grosso errore.
Così come le concentrazioni di Potere.
La Terra e l’Umanità sono dei sistemi estremamente complessi, dove mille faccende sono collegate in modo non lineare, ovvero non elementare, ad altre mille, creando ambienti caotici, ovvero imprevedibili.
La sfida che dobbiamo porci è quella di trovare delle soluzioni WinWin, ovvero dove tutti abbiano del beneficio, e ridistribuire la ricchezza.

Il tema fondamentale

E’ il superamento della sofferenza e della paura della morte.
Quello che facciamo in vita è importante, e può trascendere i confini temporali della nostra vita e quelli spaziali del nostro quartiere.

Mondo interno e mondo esterno

quando realizzai che la vita ha poco senso se non si cerca di migliorare l’ambiente in cui si vive e aiutare gli altri, capii che non c’è cambiamento esterno se non c’è anche cambiamento interno: la trasformazione sociale deve andare di pari passo con uno sviluppo personale: meditazione ed empatia dovrebbero essere routine quotidiane per tutti.

Nonviolenza

L’unica via possibile valida è quella della nonviolenza. Ovvero quella del non imporre la nostra volontà o i nostri punti di vista agli altri. Abbiamo avuto molti esempi nella storia umana, a partire dalle antiche popolazioni della Bolivia.
Dobbiamo perseguire nella strada di aumentare la nonviolenta nel mondo.

I fili comuni

In ultima istanza noi siamo qui per cercare i fili che ci uniscono, e non le differenze che ci separano.
L’umanità vive tutta in una “stessa barca”. Negarlo è da idioti. I nemici sono solo persone che hanno una formazione e dei punti di vista e delle preoccupazioni diverse dalle nostre. Dobbiamo cercare ciò che ci unisce e che ci porti verso un futuro armonico, verso una Nazione Umana Universale.

Stefano Cecere
Stefano Cecere
Ricercatore, Sviluppatore, Educatore, Attivista, Umanista, Papà.

Ricerco, Sviluppo e Condivido nell’intersezione tra Giochi, Educazione, Tecnologie Digitali, Creatività, Filosofia Umanista per una Politica Progressista 2050. E papà 2x